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Trekking in Sila

Cosa vedere in Sila

Il volto nordico della Calabria

Sull’altopiano della Sila (ma sembra di stare 🥶😲 in Scandinavia)

 

È il polmone verde della regione Calabria, per antonomasia.
È la foresta sognata, immaginata, desiderata, eterna 💚🌳🌲.
In tutte le stagioni dell’anno regala emozioni purissime. C’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa vedere in Sila.
Un bosco ideale d’estate per chi cerca riparo dalla calura delle spiagge e dall’afa di città. Ettari infiniti di vallate, distese di alberi e di sentieri che sono la gioia di chi ama le passeggiate a contatto con la natura.
Un bosco perfetto d’inverno, quando il paesaggio innevato ricorda scenari dell’Europa del Nord e si possono fare percorsi adatti allo sci di fondo ⛷ .
Un bosco meraviglioso in autunno, quando il suggestivo foliage 🍂🍁 rapisce lo sguardo, l’odore delle caldarroste avvolge i sensi e una tagliatella con funghi porcini della Sila è l’unica cosa che veramente desideri quando si fa ora di pranzo.
La vastità dell’altopiano è notevole: oltre 150.000 ettari di verde che si estende tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone.
Varie montagne si alternano alle valli, la cima più alta è Botte Donato (1928 mt).
Un territorio che i geografi hanno diviso in tre aree:
🟢 Sila Greca, a nord-est, quasi ai confini col mar Ionio;
🟢 Sila Grande, il centro della Calabria, la parte più “larga” sulla cartina geografica;
🟢 Sila Piccola, più a sud, a ridosso delle pianure catanzaresi e lametine.
Nell’altopiano vi sono laghi e laghetti, i più noti (bacini formati artificialmente con le dighe sui fiumi) sono Cecita, Arvo e Ampollino.
Essi sono utilizzati per l’energia idroelettrica e oggi sono divenuti un fattore di grande attrazione turistica.
L’altopiano è delimitato da imponenti scarpate, di fianco alle quali scorrono due tra i principali fiumi calabresi, il Crati e il Neto, che si “tuffano” nello Ionio.

La storia della Sila, curiosità sul toponimo

Gli antichi non potevano stabilire toponimi e limiti, spostandosi attraverso le montagne, perché la Calabria originale era un’immensa foresta, dal Pollino all’Aspromonte.
Facciamo un grande passo indietro. Alcuni scienziati suggeriscono di immaginare la Calabria, 50 milioni di anni fa, come un gruppo di isole: solo le vette attuali – quelle che oggi ammiriamo in tutta la loro grandezza – erano emerse in quel mare primordiale.
Molto gradualmente, l’acqua che si ritirava e l’innalzamento della crosta terrestre divennero le due condizioni causali in grado di generare l’aspetto orografico di oggi.
Un clima più temperato era appropriato per la crescita dei boschi. Quindi gli scrittori classici poterono vedere l’enorme larghezza di quella lunga e ampia foresta: i greci la chiamavano “hyle”; i romani dicevano “silva”, chiamavano vagamente in questo modo il vasto territorio boscoso da nord a sud. La Sila probabilmente deriva da quelle parole.

I simboli del Parco Nazionale della Sila

Il lupo silano è più di un emblema da mettere sui dépliant turistici.
Il lupo della Sila è la forza della natura personificata. Il lupo è libertà, resistenza, mistero 🐺.
Non si può al momento quantificare il numero di esemplari presenti nel parco protetto.
Sappiamo però che questa specie caratteristica dell’Appennino Italiano può pesare in media sui 35 kg ed ha una corporatura più piccola rispetto a quella dei lupi nordamericani o nordeuropei.
La straordinaria biodiversità della Sila è al centro di importanti studi internazionali.
Tra gli alberi, quello eletto quale simbolo del parco è il pino laricio (sottospecie di pino nero…).
Insieme ad esso si notano alberi giganti come i faggi, alcuni tipi di quercia, i castagni, gli aceri, fusti e foglie che contraddistinguono il paesaggio silano.
Sì, tutte queste visioni ispirano uno scenario nordico, sembra davvero di stare in Scandinavia.
Alcuni tronchi di castagno hanno il record di dieci-undici metri di perimetro e hanno ben ottocento anni d’età!! Alcuni pini superano l’altezza di 40 metri (Giganti di Fallistro 😍).

Centri visita e musei nel parco della Sila

Il centro visita di Cupone, situato presso il lago Cecita nel comune di Spezzano nella Sila, ospita un centro di educazione ambientale, un museo e un orto botanico.
Dal centro si dipartono alcuni sentieri naturalistici e si giunge anche presso curiosissimi osservatori faunistici 🦌.
Qui i bambini d’ogni età trascinano i genitori, animati dal desiderio di vedere un cervo o un daino.

Trekking, mountain bike, sci e ciaspolate: sport ed escursioni in Sila

Il parco ha al suo interno una ricca rete di sentieri ben curati, segnalati dal Club Alpino Italiano e da altre encomiabili associazioni di camminatori e di sportivi.
Il livello di difficoltà del trekking può variare, ma ci sono sentieri alla portata di tutti.
Core Calabro è in grado di consigliarvi i migliori itinerari, quelli più avventurosi e quelli più panoramici, nonché di guidarvi nel bosco in compagnia di super specialisti della materia per vivere insieme esperienze uniche.
Si pensi alle passeggiate esplorative, didattiche, in compagnia di esperti botanici che spiegano in dettaglio la flora silana.
In Sila si possono fare sensazionali escursioni in mountain bike oppure a cavallo.
Ancora più divertenti sono i percorsi ad ostacoli nei parchi avventura, attrezzati per far provare ai più piccoli delle emozioni pazzesche.

A Lorica, a Camigliatello Silano, in villaggi come Palumbo Sila, da dicembre a febbraio è possibile fare sci amatoriale, ruzzolare nella soffice neve dopo una discesa con lo slittino, oppure 🏂 sperimentare lo snowboard.
Tra le attività più gettonate degli ultimi anni vi sono le ciaspolate, ovvero le escursioni sulla neve con le ciaspole che consentono di calpestare meglio la massa nevosa.

🚂 Il treno storico della Sila

Una esperienza piena di fascino è rappresentata dal tour su rotaia nel parco.
Utilizzando il vecchio treno a vapore, si parte da Moccone, si passa per Camigliatello Silano e si arriva a San Nicola – Silvana Mansio (1405 metri slm), la più alta stazione ferroviaria a scartamento ridotto.

Le specialità alimentari della Sila

I prodotti tipici silani ci vorrebbe un libro a parte per raccontarli tutti.
La radicata vocazione agricola e pastorale della zona può vantare secoli di tradizione.
La Sila è terra per cultori del cibo.
I buongustai in tour per il belpaese hanno l’acquolina in bocca non appena mettono il naso fuori dal finestrino dell’auto.
Caciocavallo (DOP), funghi e patate (IGP) di origine silana sono già 3 ingredienti che da soli valgono un viaggio in questa terra magnifica.

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